Per usare un’analogia moderna, se la mente è protagonista al microfono di un telefono, la volontà è come la corrente elettrica. Per quanto sia sensibile il microfono, se non c’è corrente elettrica, non avviene nessuna comunicazione.

Allo stesso modo, anche se voi percepite correttamente i movimenti del vostro avversario e siete consapevoli di un’apertura, se manca la volontà di agire in base a questa conoscenza, non si produrrà nessuna tecnica efficace. La mente può trovare un’apertura, ma la volontà deve essere attivata per eseguire la tecnica richiesta.

“Focalizzazione” nel karate si riferisce alla concentrazione di tutta l’energia del corpo umano in un istante su un bersaglio specifico. Questo comprende non solo la concentrazione di forza fisica ma anche quel tipo di concentrazione mentale descritto sopra. Non esiste una focalizzazione la cui durata si possa protrarre senza limiti.Dato che il successo del karate dipende interamente dall’efficace concentrazione della forza corporea, il kime è estremamente importante, e senza di esso il karate diventerebbe null’altro che una specie di danza.

Per analizzare meglio il principio di kime, prendete ad esempio la tecnica del pugno. Nel gyakutzuki, il pugno viene lanciato direttamente dal fianco e contemporaneamente le anche vengono ruotate nella direzione del pugno in modo da trasmettere la forza dei fianchi e del tronco alla superficie frontale del pugno, aumentando la sua velocità e potenza. Naturalmente, velocità e potenza devono essere accuratamente dosate: per esempio, si deve evitare di sacrificare la velocità mettendo troppa forza nel braccio o nel corpo.

Anche il principio del controllo del respiro gioca un ruolo importante nella focalizzazione della forza: il respiro dovrebbe essere emesso bruscamente nel momento dell’impatto. E naturalmente ci dev’essere in aggiunta un atteggiamento mentale che riflette questa concentrazione totale della forza del corpo. Mentre il pugno si avvicina al bersaglio, la sua velocità aumenta fino al suo punto massimo, e nel momento dell’impatto si contraggono tutti i muscoli del corpo. L’effetto di ciò è che la velocità si trasforma in potenza e per un istante la forza di tutto il corpo è concentrata sul pugno.

Questo, in sintesi, è quello che significa la parola kime nel karate.

Non si dovrebbe dimenticare che questa esplosione massima di energia è istantanea, e che nell’attimo seguente viene ritirata in preparazione del prossimo movimento, vale a dire che i muscoli si rilassano, si inspira e si assume una posizione appropriata per la tecnica seguente. Una tecnica di karate che non è focalizzata è inefficace ed è fatica sprecata.

Il testo è tratto da Karate the art of “empty hand” fighting, di Hidetaka Nishiyama, traduzione di Erika Maurizio

Comments are closed.

Previous Post
«
Next Post
»